Topi e cantieri alla scuola Don Milani, Flc Cgil contro il Comune: «Vero responsabile della situazione»

Elena Bruzzese, segretaria generale del sindacato: «Inaccettabili le critiche del Comune al Collegio Docenti» che si era detto costretto a ridurre la frequenza scolastica a sole due ore giornaliere a causa della serie di problemi ritenuti di responsabilità comunale e incompatibili con l’attività scolastica. Il vicesindaco Pietro Piciocchi aveva risposto che la decisione di ridurre l’orario delle lezioni sarebbe responsabilità esclusiva del Collegio Docenti e non dell’Amministrazione

«La Flc Cgil di Genova solidarizza con il Collegio dei docenti della Scuola secondaria di I grado “Don Milani” e ritiene inaccettabili gli attacchi da parte del Comune che è il vero responsabile di questa situazione, in quanto di sua competenza la consegna di locali idonei, in sicurezza e igienicamente salubri in vista dell’avvio dell’anno scolastico – dice Elena Bruzzese, segretaria generale Flc Cgil Genova – È evidente che la comunicazione del Collegio docenti è tesa a garantire un avvio dell’anno scolastico in una situazione di sicurezza e normalità e a richiamare l’Amministrazione comunale alle proprie responsabilità in materia.
Il Collegio dei docenti non ha fatto altro che inoltrare questa comunicazione a tutela di tutta la comunità scolastica (studenti e personale). La Flc Cgil di Genova è al fianco di tutto il personale e degli studenti e studentesse e vigilerà affinché l’Ente locale svolga il suo compito rispetto al tempestivo ripristino dei locali in condizione di sicurezza e igiene pubblica».

Ma cosa è successo alla Don Milani? Tutto sta in una lettera inviata dal Collegio Docenti della scuola secondaria di primo grado al sindaco di Genova, Marco Bucci, e all’assessora comunale alle Politiche Scolastiche, Marta Brusoni.
Il Collegio docenti ha comunicato che era costretto a ridurre la frequenza scolastica a due sole ore giornaliere per la maggior parte delle classi per un tempo indeterminato. Ha spiegato che questa decisione era dovuta principalmente a un cantiere aperto all’interno dell’edificio per imponenti lavori di manutenzione.
«Ci siamo preparati da mesi per essere pronti a ripartire a settembre nel migliore dei modi possibile, anche accettando di spostare gli scrutini e gli esami di stato dello scorso anno in altra sede affinché i lavori potessero iniziare già a giugno – sta scritto nella lettera -. Questo non è avvenuto. Avevamo, inoltre, accettato di convivere, nei prossimi mesi, con dei lavori di ristrutturazione, nonostante la fatica di fare scuola tra polveri e rumore, trovando soluzioni che garantissero a tutte le classi spazi adeguati e dando prova della massima flessibilità organizzativa».
C’è poi la questione degli spazi assegnati nel plesso dell’asilo comunale “San Luigi” che avrebbero dovuto accogliere alcuni degli studenti della Don Milani: «Sono infestati dai topi – dichiara il collegio Docenti nella missiva a Sindaco e Assessore -. Avevamo denunciato la presenza di topi in quello spazio e segnalato in più occasioni che le periodiche derattizzazioni non stavano risolvendo il problema. Il Comune ci aveva rassicurato che durante l’estate avrebbe provveduto alla rimozione del controsoffitto, probabile origine dell’infestazione. Così non è stato e in data 1° settembre sono stati rimossi gli erogatori delle esche posizionati all’interno delle aule. L’inagibilità dei locali a causa della presenza di topi si sovrappone a quella causata dai lavori di ristrutturazione. Non abbiamo spazi dove ospitare tre classi, né servizi igienici sufficienti: al momento, 7 classi – per un totale di circa 150 studenti – hanno a disposizione 5 gabinetti su due piani diversi».
Gli insegnanti sono molto amareggiati e arrabbiati per questa situazione. «Sapevamo – dicono – di dover convivere con un cantiere, ma alle nostre richieste di rassicurazioni su vie di fuga e uscite di sicurezza abbiamo avuto risposte poco chiare, se non evasive. Abbiamo inoltre avuto la conferma che le comunicazioni tra i soggetti coinvolti nei lavori sono state spesso deficitarie, con conseguenti errori e rallentamenti. Chiediamo con urgenza di poter avere un incontro con tutti i soggetti coinvolti, dall’Amministrazione all’impresa, dal dirigente al referente per la sicurezza, per individuare delle soluzioni che ci consentano di iniziare l’anno nel miglior modo possibile. In particolare, chiediamo: di procedere a un intervento risolutivo nei locali infestati; di individuare spazi adeguati dove accogliere le classi per garantire il diritto a un’istruzione di qualità in presenza; la conclusione dei lavori in tempi certi. In mancanza di soluzioni, saremo costretti a tutelare gli interessi degli alunni coinvolti nei disagi sopra evidenziati in base alle disposizioni di legge vigenti e per omissione di atti dovuti».
All’affondo del Collegio Docenti aveva risposto il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Pietro Piciocchi, dicendo di aver trovato l’atteggiamento del Collegio Docenti «scorretto e sterile», nonostante la disponibilità dell’Amministrazione al confronto e vari incontri. Inoltre, ha sottolineato che il Collegio Docenti ha aspettato l’ultimo giorno di scuola per rilasciare una comunicazione definita «ad effetto».
Piciocchi ha anche affermato di essere rimasto sorpreso dalla comunicazione ricevuta dal Collegio Docenti, poiché ci erano stati incontri nelle settimane precedenti e ha sottolineato che l’amministrazione ha messo in atto un programma di lavori di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione degli edifici scolastici senza perdere risorse del Pnrr. La sicurezza e la qualità di vita di tutti gli interessati sono state considerate una priorità, ha aggiunto.
Inoltre, riguardo al caso specifico dell’IC Don Milani Colombo, Piciocchi ha sostenuto che la presenza del cantiere Pnrr nella scuola era «nota e concordata con la dirigenza scolastica». Ha anche affermato che ci sono state campagne di derattizzazione a partire dal mese di maggio, senza ricevere richieste di rimozione del controsoffitto ritenuto covo della popolazione murina che infesta l’edificio scolastico. Ha dichiarato che sarebbe stato più costruttivo segnalare le criticità in anticipo per permettere al Comune di intervenire e ha concluso affermando che la decisione di ridurre l’orario delle lezioni è responsabilità esclusiva del Collegio Docenti e non del Comune di Genova.


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